La saga di Ghagr Mezzorco.
Questa è la prima apparizione, che si inserirebbe nel "libro" ideato per questa saga fantasy, riguardante il mezzorco in questione, Ghgar.
L’avvento del mezzorco:
Quando in piena battaglia, vicino all’accampamento di Kogha,
un capo tribù degli orchi dell’ovest, i più protetti dall’amicizia con i nani,
a differenza degli altri orchi sparsi per l’intero mondo,
dopo la solita caccia all’orco, accusato di razzia e
violenza in una delle città umane, sparse come funghi in tutta la parte
occidentale, un battaglione di militari
umani, armati ed addestrati, stavano facendo scempio dei pur battaglieri orchi,
in fuga e disorganizzati, ed anche malamente armati,
fece l’ingresso nella mischia un essere molto, troppo simile
ad un orco, per poter essere di qualche altra specie, sia i militari umani che
gli orchi, rimasero ad osservarne le gesta, l’armonia e la capacità combattiva,
mentre si disfaceva dei primi avversari d’occasione.
Lo stava facendo chiaramente di proposito, mostrare
naturalezza di movimento, sicurezza e precisione nei colpi, freddezza
nell’esecuzione e controllo di ogni arma utilizzata.
Lo scontro s’interruppe, per un attimo, in quello stesso
attimo, lo strano orco combattente, gridò qualcosa di incomprensibile per gli
umani, ma chiaramente sortì un effetto immediato e conseguente nel muoversi
degli orchi, che si organizzarono in una specie di schieramento a triangolo
scaleno, fronteggiante l’avversario dalla parte obliqua.
Il capitano dei miliziani umani, reagì d’istinto, seppure
sorpreso di dover dare ordini di schieramento di contro mossa, contro degli
orchi, la milizia umana si schierò semplicemente a rettangolo, con scudi alti
davanti, lancieri e picchieri a sostegno, e subito dopo quelli con le armi
tecnologiche, capaci di sparare colpi d’energia potenti, ed anche letali, tipo
di armi che aveva sostituito da lungo tempo l’utilizzo dei vecchi arcieri, in interi
eserciti.
La fortuna di quel drappello di orchi, era che altre armi da
battaglia, pesanti, gli umani non le avevano con se, non erano mai servite per
disperdere o catturare qualche orco… finora.
Il nuovo capo degli orchi, parlò a voce alta, nella lingua
degli umani, e disse:”il mio nome è Ghgar, il mezzorco, conosco la vostra
lingua, e so parlarla, conosco le vostre armi e so combatterle, ed anche
usarle, conosco le vostre tattiche, e vi renderò ogni cosa abbiate in mente,
così difficile da realizzare, che anche se alla fine avrete ciò che volete,
sarete affranti e pieni di rimorso, per quanto male e perdita subirà la vostra
compagnia militare… sta a voi, adesso, decidere se fidarvi delle mie parole,
oppure dimostrare la vostra valorosità e la purezza del vostro intento, costi
quel che costi”.
Parole politiche, tattiche, una sorta di proposta di
compromesso, mai prima d’ora un orco, o mezzorco che voglia farsi chiamare, è
mai riuscito a tenere a bada la sua natura violenta e selvaggia da poter anche
solo pensare ad una via simile in una battaglia…
Il capitano era perplesso, aveva visto Ghgar in azione, era
senza dubbio, più forte di ognuno di loro, ben armato, competitivo, e dava
disposizioni ed ordini velocemente, gli orchi seppur armati alla meno peggio,
avevano forza e coraggio, spudoratezza e aggressività, molto superiori a quelle
umane… un capo degli orchi, era un
problema da dover risolvere con ben altri mezzi, l’occasione non andava
sprecata, perché sarebbe stato più saggio poterlo riferire, e per potersi organizzare per una battuta
di caccia, decisamente più imponente.
Il capitano disse:”Hai dimostrato grande capacità, mezzorco,
sei una sorpresa in tutti i sensi, e chiaramente sai che comunque perdereste lo
scontro, e metti sul piatto, tutta la vostra potenzialità, e qualcosa che non
possiamo ancora giudicare al meglio… te stesso”, poi aggiunse:”sarebbe
ammirevole per qualunque essere, una condotta del genere, ma per un orco… è
stupefacente… chi sei in realtà, mezzorco?”
Ghgar rispose rapidamente, senza muovere un muscolo:”se non
ti fidi di quello che vedi, questo scontro, potrebbe non essere così scontato
come pensi, ed in realtà io, in questo caso, sono tutti i tuoi dubbi, decidi in
fretta… capitano, perché io l’ho già fatto da quando vi ho visti combattere
contro il mio popolo”.
Il capitano venne preso nel vivo del suo orgoglio,
quest’essere mostruoso, lo stava deridendo? Lo stava minacciando? Così sicuro
di se, da volere in realtà davvero questo scontro?...
Vinse l’anima del guerriero, e dell’onore, nelle seguenti
parole del capitano:”rimpiangerai questo momento, ma solo per quegli attimi che
ti separano ancora dalla morte”.
Con questo aprì le danze della battaglia, i pesanti scudi
restarono a terra, forti della loro durezza e composizione, i picchieri, appena
dietro, poggiarono le loro lunghe lance, ai lati degli scudi a formare una
barriera inavvicinabile per il corpo a corpo, e gli armigeri, ovvero coloro che
utilizzavano armi da fuoco, si erano già messi pronti, per sparare all’ordine
del capitano.
La tattica dell’umano era quella di attendere la mossa degli
orchi, per capire come volesse muoversi, e per stuidare meglio la capacità di
quel capo.
Ghgar si stacco di tre passi dallo schieramento degli orchi,
disse con voce ferma e cupa, qualcosa rivolgendosi agli orchi, che, dal vertice
del triangolo, puntarono dritti, un lato dello schieramento umano, avanzando in
modo che, il centro truppa restasse coperto da due lati, poteva sembrare una
buona tattica, ma con la disparità di armamenti tra le due fazioni, sarebbe
stata comunque una tattica suicida…
Ma se il fulcro e l’attenzione dello scontro, si concentrò
subito su di un solo lato, quasi la metà degli umani restava inoperosa, in
quanto coperta dal proprio stesso schieramento, e seppure il capitano faceva
spostare la prima linea, per cercare di mettersi il più possibile in parallelo
con lo schieramento avversario, le retrovie, non facevano niente, se non
spostarsi, anche faticosamente per mantenere lo stesso assetto…
Un rettangolo che si sposta… mostra un fianco, un lato che
dapprima era ben coperto… la mossa del capitano fu abbastanza logica, ma non fu
previdente, contava ancora sulla potenza di fuoco per vincere, e non sul numero
di ogni scontro, Ghgar… irruppe su di un fianco, senza che nemmeno un soldato
potesse sparare un raggio d’energia contro di lui, col suo corpo a corpo, aprì
subito una spaccatura nello schieramento umano, ed aveva già in mano armi ad
energia, con le quali stava abbattendo scudieri e picchieri fin troppo
rapidamente.
Lo scontro si era ribaltato tatticamente in maniera
repentina, il capitano degli umani aveva pensato a come riorganizzare il suo
battaglione, ma… non potè più parlare, non appena Ghgar lo colpì di netto in pieno volto, con
un raggio d’energia.
Gli orchi utilizzarono tutta la loro capacità di incutere
timore, negli uomini, con la loro mostruosità, la loro rabbia e la loro
crudeltà nel combattimento, i soldati furono decimati,
Ghgar prese un
superstite, e gli chiese il perché di tutto questo… ma non aspettò la risposta,
uccise l’uomo, e disse agli altri di fare altrettanto con gli ultimi
sopravvissuti.
Una guerra… stava appena per iniziare.
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