domenica 23 dicembre 2012


La saga di Ghagr Mezzorco.

Questa è la prima apparizione, che si inserirebbe nel "libro" ideato per questa saga fantasy, riguardante il mezzorco in questione, Ghgar.


L’avvento del mezzorco:

Quando in piena battaglia, vicino all’accampamento di Kogha, un capo tribù degli orchi dell’ovest, i più protetti dall’amicizia con i nani, a differenza degli altri orchi sparsi per l’intero mondo,

dopo la solita caccia all’orco, accusato di razzia e violenza in una delle città umane, sparse come funghi in tutta la parte occidentale,  un battaglione di militari umani, armati ed addestrati, stavano facendo scempio dei pur battaglieri orchi, in fuga e disorganizzati, ed anche malamente armati,

fece l’ingresso nella mischia un essere molto, troppo simile ad un orco, per poter essere di qualche altra specie, sia i militari umani che gli orchi, rimasero ad osservarne le gesta, l’armonia e la capacità combattiva, mentre si disfaceva dei primi avversari d’occasione.

Lo stava facendo chiaramente di proposito, mostrare naturalezza di movimento, sicurezza e precisione nei colpi, freddezza nell’esecuzione e controllo di ogni arma utilizzata.

Lo scontro s’interruppe, per un attimo, in quello stesso attimo, lo strano orco combattente, gridò qualcosa di incomprensibile per gli umani, ma chiaramente sortì un effetto immediato e conseguente nel muoversi degli orchi, che si organizzarono in una specie di schieramento a triangolo scaleno, fronteggiante l’avversario dalla parte obliqua.

Il capitano dei miliziani umani, reagì d’istinto, seppure sorpreso di dover dare ordini di schieramento di contro mossa, contro degli orchi, la milizia umana si schierò semplicemente a rettangolo, con scudi alti davanti, lancieri e picchieri a sostegno, e subito dopo quelli con le armi tecnologiche, capaci di sparare colpi d’energia potenti, ed anche letali, tipo di armi che aveva sostituito da lungo tempo l’utilizzo dei vecchi arcieri, in interi eserciti.

La fortuna di quel drappello di orchi, era che altre armi da battaglia, pesanti, gli umani non le avevano con se, non erano mai servite per disperdere o catturare qualche orco… finora.

Il nuovo capo degli orchi, parlò a voce alta, nella lingua degli umani, e disse:”il mio nome è Ghgar, il mezzorco, conosco la vostra lingua, e so parlarla, conosco le vostre armi e so combatterle, ed anche usarle, conosco le vostre tattiche, e vi renderò ogni cosa abbiate in mente, così difficile da realizzare, che anche se alla fine avrete ciò che volete, sarete affranti e pieni di rimorso, per quanto male e perdita subirà la vostra compagnia militare… sta a voi, adesso, decidere se fidarvi delle mie parole, oppure dimostrare la vostra valorosità e la purezza del vostro intento, costi quel che costi”.

Parole politiche, tattiche, una sorta di proposta di compromesso, mai prima d’ora un orco, o mezzorco che voglia farsi chiamare, è mai riuscito a tenere a bada la sua natura violenta e selvaggia da poter anche solo pensare ad una via simile in una battaglia…

Il capitano era perplesso, aveva visto Ghgar in azione, era senza dubbio, più forte di ognuno di loro, ben armato, competitivo, e dava disposizioni ed ordini velocemente, gli orchi seppur armati alla meno peggio, avevano forza e coraggio, spudoratezza e aggressività, molto superiori a quelle umane…  un capo degli orchi, era un problema da dover risolvere con ben altri mezzi, l’occasione non andava sprecata, perché sarebbe stato più saggio poterlo riferire, e per potersi organizzare per una battuta di caccia, decisamente più imponente.

Il capitano disse:”Hai dimostrato grande capacità, mezzorco, sei una sorpresa in tutti i sensi, e chiaramente sai che comunque perdereste lo scontro, e metti sul piatto, tutta la vostra potenzialità, e qualcosa che non possiamo ancora giudicare al meglio… te stesso”, poi aggiunse:”sarebbe ammirevole per qualunque essere, una condotta del genere, ma per un orco… è stupefacente… chi sei in realtà, mezzorco?”

Ghgar rispose rapidamente, senza muovere un muscolo:”se non ti fidi di quello che vedi, questo scontro, potrebbe non essere così scontato come pensi, ed in realtà io, in questo caso, sono tutti i tuoi dubbi, decidi in fretta… capitano, perché io l’ho già fatto da quando vi ho visti combattere contro il mio popolo”.

Il capitano venne preso nel vivo del suo orgoglio, quest’essere mostruoso, lo stava deridendo? Lo stava minacciando? Così sicuro di se, da volere in realtà davvero questo scontro?...

Vinse l’anima del guerriero, e dell’onore, nelle seguenti parole del capitano:”rimpiangerai questo momento, ma solo per quegli attimi che ti separano ancora dalla morte”.

Con questo aprì le danze della battaglia, i pesanti scudi restarono a terra, forti della loro durezza e composizione, i picchieri, appena dietro, poggiarono le loro lunghe lance, ai lati degli scudi a formare una barriera inavvicinabile per il corpo a corpo, e gli armigeri, ovvero coloro che utilizzavano armi da fuoco, si erano già messi pronti, per sparare all’ordine del capitano.

La tattica dell’umano era quella di attendere la mossa degli orchi, per capire come volesse muoversi, e per stuidare meglio la capacità di quel capo.

Ghgar si stacco di tre passi dallo schieramento degli orchi, disse con voce ferma e cupa, qualcosa rivolgendosi agli orchi, che, dal vertice del triangolo, puntarono dritti, un lato dello schieramento umano, avanzando in modo che, il centro truppa restasse coperto da due lati, poteva sembrare una buona tattica, ma con la disparità di armamenti tra le due fazioni, sarebbe stata comunque una tattica suicida…

Ma se il fulcro e l’attenzione dello scontro, si concentrò subito su di un solo lato, quasi la metà degli umani restava inoperosa, in quanto coperta dal proprio stesso schieramento, e seppure il capitano faceva spostare la prima linea, per cercare di mettersi il più possibile in parallelo con lo schieramento avversario, le retrovie, non facevano niente, se non spostarsi, anche faticosamente per mantenere lo stesso assetto…

Un rettangolo che si sposta… mostra un fianco, un lato che dapprima era ben coperto… la mossa del capitano fu abbastanza logica, ma non fu previdente, contava ancora sulla potenza di fuoco per vincere, e non sul numero di ogni scontro, Ghgar… irruppe su di un fianco, senza che nemmeno un soldato potesse sparare un raggio d’energia contro di lui, col suo corpo a corpo, aprì subito una spaccatura nello schieramento umano, ed aveva già in mano armi ad energia, con le quali stava abbattendo scudieri e picchieri fin troppo rapidamente.

Lo scontro si era ribaltato tatticamente in maniera repentina, il capitano degli umani aveva pensato a come riorganizzare il suo battaglione, ma… non potè più parlare, non appena Ghgar lo colpì di netto in pieno volto, con un raggio d’energia.

Gli orchi utilizzarono tutta la loro capacità di incutere timore, negli uomini, con la loro mostruosità, la loro rabbia e la loro crudeltà nel combattimento, i soldati furono decimati, 
Ghgar prese un superstite, e gli chiese il perché di tutto questo… ma non aspettò la risposta, uccise l’uomo, e disse agli altri di fare altrettanto con gli ultimi sopravvissuti.

Una guerra… stava appena per iniziare.

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